Un alimento leggero, digeribile ed economico oltre che di facile e veloce preparazione. Così la pensano gli italiani a proposito del pollo, secondo una recente indagine dell’ISMEA. Questo alimento piace all’89% delle famiglie italiane. Il 40% degli intervistati lo fa arrivare sulla tavola almeno 2 o 3 volte a settimana.
Negli ultimi dieci anni, sono comunque cambiate in modo rilevante le modalità di consumo. Secondo i dati dell’U.N.A., (Unione Nazionale dell’Avicoltura), nel 1986, per esempio, il consumo di elaborati e trasformati era bassissimo. Gli italiani non erano abituati a mangiare né elaborati, né trasformati; si consumava soprattutto il pollo in pezzi, in particolare il petto o la coscia, oppure il pollo intero.
La situazione è radicalmente cambiata negli anni Novanta quando, probabilmente per il mutamento dello stile di vita degli italiani, è aumentato invece il consumo di prodotti più adatti a chi ha sempre meno tempo da dedicare in cucina. Così, negli ultimi anni, si è registrato un vero e proprio boom nell’acquisto degli elaborati e trasformati, che assorbono ormai una quota del 18% del mercato delle carni avicole.
Spiedini, involtini di pollo, hamburger, würstel, cordon bleu, cotolette, polpette o arrosti già pronti, polli ripieni, polpette: ormai la lista degli elaborati si è fatta lunghissima, e non può essere esaustiva in un panorama che si accresce continuamente di novità.

Ripartizione dei consumi di pollo per tipologia di prodotto
(confronto in % 1986-2000)