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Le
salmonelle sono microrganismi ubiquitari che si possono trovare nel tratto
intestinale dell’uomo e degli animali. Si tratta di batteri
gram-negativi asporigeni, per lo più mobili, a forma di bastoncelli.
Di salmonelle si conoscono circa 1700 sierotipi, ma solo 50 di questi
ricorrono comunemente. Gli agenti più frequentemente responsabili di
tossinfezioni alimentari sono: la Salmonella Choleraesuis e la Salmonella
Enteritidis, ed altre quali: Typhimurium,
Heidelberg, Darby, Java, Infantis, Agona, Newport.
La capacità
delle salmonelle di causare un’infezione dipende da una serie di
fattori: la carica batterica, per esempio, deve raggiungere almeno 105
germi/cm2 Un altro fattore è la resistenza del consumatore. Molti
batteri, una volta ingeriti, sono infatti distrutti dall’acidità
gastrica, così come la capacità dei batteri di moltiplicarsi nell’intestino
può essere influenzata da anticorpi locali o inibitori presenti nel
tratto gastrointestinale. È stato inoltre dimostrato che l’uso degli
antibiotici, riducendo la flora batterica, predispone l’individuo all’infezione.
Il periodo di incubazione della salmonella varia da 5 a 72 ore. I sintomi
in genere sono diarrea, dolore addominale, vomito con brividi e febbre
anche elevata. L’infezione, inoltre, può causare cefalea,
disidratazione e nausea.
La guarigione, negli adulti, avviene in pochi giorni con la terapia
sintomatica. Nei bambini o negli anziani il decorso può essere più
lungo. |